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Coronavirus, ecco perché c’è un’emergenza suicidi. Il professor Piccinni (fondazione BRF) sulla rivista specializzata “Medicinae Doctor”

Medicinae Doctor

Articolo tratto dall’ultimo numero della rivista specializzata “Medicinae Doctor”

Numerosi atti suicidari nell’ultimo periodo, da Nord a Sud del nostro Paese, e così anche nel resto del mondo. “L’incremento dei suicidi cui stiamo assistendo purtroppo non deve sorprenderci. Era prevedibile,dopo la drammatica emergenza sanitaria per l’epidemia Covid- 19, che potesse scoppiare anche un’emergenza di ordine psichiatrico”. È l’allarme lanciato dal prof. Armando Piccinni, psichiatra e presidente della Fondazione BRF (Istituto per la Ricerca in Neuroscienze e Psichiatria). “Al di là dei singoli casi gli studi scientifici dimostrano che ogni qual volta siamo vittime di epidemie, crisi economiche, emergenze internazionali e cataclismi, assistiamo anche ad un incremento dei disturbi di natura mentale che possono portare, nei casi più estremi, a idee di auto-soppressione. Queste manifestazioni si inseriscono in un più ampio complesso di comportamenti che di regola segue periodi con altissimi livelli di stress e traumi di inaudita violenza. Dopo ogni trauma segue un periodo di rielaborazione e di paura, in cui ognuno reagisce con il proprio temperamento e resiste con la propria resilienza. Che i suicidi possano crescere numericamente è un rischio concreto se teniamo conto della gravità dei traumi che tante persone hanno subito”.

Guarda il video dell’intervento del prof. Piccinni su Medicinae Doctor:

Ansia e depressione

L’emergenza sta provocando anche la crescita di segnalazioni di ansia e paura, disturbi del sonno e depressione anche gravi. Lo ha spiegato il direttore generale dell’Oms Tedros A. Ghebreyesus. “Molte persone – scrive Ghebreyesus – soffrono per la perdita di mezzi di sussistenza e opportunità, coloro che amano una persona affetta da Covid-19 si trovano ad affrontare preoccupazioni e separazione. Alcune si rivolgono ad alcol, droghe o comportamenti potenzialmente rischiosi come il gioco d’azzardo. La violenza domestica è aumentata. Infine, chi sperimenta la morte di un membro della famiglia per Covid-19 potrebbe non avere l’opportunità di essere fisicamente presente negli ultimi momenti o di tenere funerali secondo la tradizione culturale, il che potrebbe interferire con il processo del lutto. Esistono inoltre segnalazioni nella letteratura scientifica che la malattia è sempre più associata a manifestazioni mentali e neurologiche, nonché ansia, disturbi del sonno e depressione. In più, è probabile che Covid-19 aggravi preesistenti problematiche di salute mentale e neurologica e disturbi da uso di sostanze e limiti l’accesso per coloro che hanno bisogno di servizi”.

Valutazione e monitoraggio

Alcuni suggerimenti utili nella pratica medica emergono da una recente pubblicazione del NEJM. Gli autori consigliano che la valutazione e il monitoraggio psicosociale dovrebbero includere domande su fattori di stress correlati a Covid-19 (come esposizioni a fonti infette, familiari infetti, perdita di persone care, distanza fisica), avversità secondarie (per esempio problemi economici), effetti psicosociali (depressione, ansia, preoccupazioni psicosomatiche, insonnia, aumento dell’uso di sostanze e violenza domestica) e indicatori di vulnerabilità (come condizioni fisiche o psicologiche preesistenti). Alla luce della crescente crisi economica e delle numerose incertezze che circondano questa pandemia, possono emergere idee suicidarie che richiedono una consultazione immediata o un possibile ricovero psichiatrico di emergenza.

Qui il link per leggere tutto il numero di Medicinae Doctor: http://www.mdmedia.it/index.php?option=com_content&task=view&id=47

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