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“Panico e ansia, la pesante eredità del virus su di noi”. L’intervista di repubblica bari al professor Piccinni

Repubblica Bari

Una lunga intervistata ad Armando Piccinni, psichiatra, professore straordinario all’Unicamillus di Roma e presidente della Fondazione BRF – Istituto di Ricerca in Psichiatria e Neuroscienze, pubblicata da Repubblica Bari domenica 10 maggio. Tanti gli argomenti affrontati: da quello che potrebbe accadere al nostro cervello nel post-emergenza coronavirus, a quanto si sta facendo in Puglia, al progetto presentato dalla Fondazione BRF relativo all’istituzione di una Task-force per il supporto psichiatrico. Fino al libro che il professore sta scrivendo proprio per offrire un contributo a chi voglia capire cosa ci attenderà in futuro.

Qui sotto uno stralcio dell’articolo di Antonella Gaeta:

Nel presente, la pandemia. Nel futuro, anche molto prossimo, le conseguenze sulla nostre psiche. Ha preso a indagarle, già da qualche settimana, lo psichiatra di origine tarantina Armando Piccinni.

Professore, Sindrome Coronavirus è il titolo del libro che sta scrivendo.

«L’idea è di offrire la descrizione della relazione fra il nostro cervello e il virus responsabile della pandemia. In questo periodo è stato rimarcato il rapporto del Covid con l’apparato respiratorio, ma poco abbiamo sentito riguardo all’azione del virus sul cervello. Si tratta di un supporto per far comprendere, in maniera lucida, cosa potrebbe accadere nel post emergenza. Notoriamente la fase di scampato pericolo è quella in cui la maggior parte dei disturbi si manifesta. Numerosi studi scientifici attestano come dopo un periodo di forte emergenza, specie dopo un isolamento obbligatorio, i casi di disturbo da stress post-traumatico o di ansia, depressione, attacchi di panico aumentino sensibilmente. Ecco il punto: se l’emergenza sanitaria era imprevedibile, quella psicologico-psichiatrica è certa»

Panico e ansia, appunto: due parole e due stati con cui anche chi era al di sopra di ogni sospetto ha dovuto fare i conti in questi giorni di lockdown. Cosa significa in termini di equilibrio diffuso?

«Non credo esistano persone che in questo periodo non abbiano sperimentato questi sentimenti. Ognuno di noi, dal proprio angolo di prospettiva, ha temuto per se e per i propri cari. È davvero raro che una condizione simile sia diffusa a tutta la popolazione del pianeta. Il risultato è chiaramente uno stato di allarme generale. Di certo, questo periodo non passerà senza lasciare segni. Termini come smart working, telemedicina, distanziamento sociale, lockdown sono entrati a far parte del nostro vocabolario e rischiano di rimanerci a lungo. Non avremmo mai immaginato lezioni o esami scolastici, sedute di laurea, processi e visite mediche in videoconferenza. Ci siamo accorti che la presenza fisica non è più indispensabile. Tutte cose che, lo spero vivamente, non faranno più parte del nostro quotidiano alla fine di questo periodo. Altre, molto verosimilmente, entreranno nelle nostre abitudini diventando nuova modalità di vivere per il futuro»….

Per leggere l’intera intervista: https://rep.repubblica.it/pwa/locali/2020/05/10/news/lo_psichiatra_panico_e_ansia_la_pesante_eredita_del_virus_su_di_noi_-256253511/

L’articolo uscito su Repubblica Bari

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