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Il prof. Piccinni su Rai1: “San Francesco, la psicologia di un grande santo”

Armando Piccinni

Lo scorso 21 dicembre è andato in onda su Rai1 un interessante documentario sulla vita di San Francesco d’Assisi. Il documentario segue il percorso del santo facendo del viaggio un’occasione di crescita morale e spirituale. Angelo Mellone, nelle vesti di conduttore-narratore, è un “pellegrino”, un esploratore che, attraverso la vita di Francesco, mostrerà anche alcune bellezze naturalistiche e artistiche dell’Italia centrale (tra Umbria, Lazio e Toscana).
Per approfondire i temi che il pellegrino affronta nel suo percorso, anche dialogando con alcuni frati incontrati nei santuari, ci si è avvalsi del contributo di alcuni tra i maggiori esperti della vita del santo: gli storici Franco Cardini, Chiara Frugoni e Chiara Mercuri; il filosofo Massimo Cacciari; lo psichiatra Armando Piccinni.

Il prof. Piccinni su Rai1: “San Francesco, la psicologia di un grande santo”

Questo lo stralcio del mio intervento: «Francesco è una persona minuta, esile, aveva le guance un po’ scavate perché era una persona che per tutta la via era stata decisamente sofferente. Cominciò a soffrire di stomaco, poi di fegato e di gonfiore alla milza, che ne aumentavano la debolezza, lo minavano ulteriormente nel fisico. Per lui la malattia, mentre da una parte era una benedizione in quanto lo avvicinava alle sofferenze di Cristo, dall’altro era un intralcio perché non gli consentivano di realizzare quelli che erano i suoi progetti, i suoi programmi […] L’idea che Francesco possa aver avuto l’intenzione di auto-soppressione, cioè l’idea di togliersi la vita, tutto sommato non ci meraviglia. Francesco è un uomo di eccessi: eccesso nella grandiosità, eccesso nella sofferenza, eccesso nella generosità, eccesso nella umiltà. In realtà questo ci fa pensare a una personalità di grandi picchi verso l’alto ma anche di grandi picchi verso il basso. E noi in psicopatologia sappiamo che questo tipo di andamento dell’umore si chiama disturbo bipolare. Francesco è un leader, aveva le doti naturali del leader. Il fatto che fosse esile, piccolino e malato, dà ancora più valore a questa incredibile forza»

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